Le carte della Fondazione Giacomo Puccini

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Da: Puccini Giacomo (Monza) A: Puccini Franceschini Ramelde, Franceschini Raffaello (s.l.)

Gerarchia:

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Da:

Puccini Giacomo (Monza)

A:

Puccini Franceschini Ramelde, Franceschini Raffaello (s.l.)

Data:

[19 o 26 novembre1886]

Tipologia:

carteggio

Tipologia della missiva:

cartolina postale

Consistenza:

cc. 4

Segnatura:

MaVII1

Stato di conservazione:

buono

Contenuto:

Cara Ramelde e Raffaello
– Monza Venerdì –
Quell’animale di Michele sarebbe degno di forca!
E lui aveva il coraggio di scrivermi sempre che era senza un centesimo e che la gita di Firenze la aveva fatta con 5 lire! [cancellato: bene] Se ne accorgerà per dio! Io intanto cercherò d’impiegarlo e ho già qual cosa in vista e se non farà il galantuomo peggio per lui – Scrivo subito a Giuliano del fucile
Regolati e diglielo anche tu come sta la cosa – Io quanto al resto dì a Massimo, che riparerò io a tutto ma abbia pazienza per ora –
faccio una vita di _stecchetto_ estremo; ti puoi figurare! –
Ho agito in questi mesi così per ragioni serie serissime che tu saprai fra poco tempo – Spero in Quaresima venire a Pisa = e così ci vedremo che lo desidero tanto – Povera Ramelde quanto ho pensato a te quando eri malata! te lo giuro sulla nostra mamma che ti dico la verità – Ma come potevo fare? dovevo stare per forza introvabile – Michele mi dava notizie ma di rado –
Ho quasi finito l’opera e bene ho proceduto – Io danari non ne ho, mi man- cano anche per il mangiare delle volte e se non ci fosse stato Fontana che mi avesse ajutato sarei stato fresco, dunque [cancellato: xx xxx xxxx] un po’ di pazienza dillo anche a Massimo, e al Cerù
Io fui informato di tutta la malattia della povera Ramelde e mi logravo come una candela
Seppi la guarigione da Michele e da te nella lettera direttami a Dresda che mi fu respinta – Io ho dovuto agir così e cioè di non far sapere né dove ero né quel che facevo, per cagioni della più alta importanza – Un’indiscrezione mi avrebbe e _mi può_ ancora condurre a delle conseguenze terribili – Pazienza per poco tempo ancora e tutto ritornerà nel primiero stato
Non ti dico altro ché ho detto molto – raccomando di non parlare di me ad anima viva [4 righe cancellate] perché ti ripeto chiacchierando ci sarebbe chi avrebbe interesse di saper dove sono... e per _ora_ è _necessario_ viva _incognito_ e _introvabile_ – capisti? – Mi raccomando alla tua extra _coppaggine_
Io quest’altro anno sarò il perno della Scala coll’Edgar – sicuramente, e la Musica che ho fatto mi par migliore ma di molto al di sopra dell’altra che conoscete; dunque tutto mi da a sperar bene – A Noli riscossi ti manderò qual cosa sicuramente – Ti mandai nei primi d’Ottobre (mi pare) £ 20 ma temo che l’amico abbia fatto tutto un povero –
S’io ho fatto qualche figura, l’ho fatta per forza maggiore, però le mie _figure_ sono poche: _Il Flosi, altro_ mi pare salvo il nero – se ho qualche chiodo cos’è: chi è senza peccato tiri la prima pietra dice la Genesi –
Al Flosi manderò qualcosa se non posso, tutto –
Non mi sarei mai creduto che Michele buttasse così male
Se ne pentirà. Lo vedrai.
Sappimi dire quanto devo alla povera Rosalinda mi pare una 20a di lire – _imposta sempre però le lettere al treno in partenza alla stazione Cosa di massima importanza_ e non dar mai l’indrizzo a nessuno fosse anche il padre Eterno
Non ti sfugga colle altre mie sorelle la parola _Monza_ per carità mi raccomando a voi non mi tradite
– Punto e basta –
dì a Ramelde che stia di buon animo per me
io lavoro molto e non mi sono dimenticato di nessuno e in specie di lei e se ho dimostrato il contrario fino ad ora era per partito preso di pura necessità per me – Saluta tutte le altre sorelle e parenti se credi, ma ti ho scritto magari dal Limbo ma mai di qui –
Anzi a proposito di _Massimo_ si poteva risparmiare quelle parole: _altrimenti prende altre determinazioni che mi possono dispiacere_ = vorrei sapere che sorta di determinazioni vuol prendere, che c’entro io se Michele lo ha imbrogliato? sono responsabile io, se lui spende la mia parola per estorre danaro? Io non ho dato commissioni di sorta a Michele per Massimo né per nessuno e non doveva far operazioni di sorta per me altro che rivoltare le mie polizze del monte ché a tal uopo gli mandai £ 15 circa – (ora sta a vedere però se avrà fatto ciò) – ciò non ostante, ti ripeto, a _Suo_ tempo e quando potrò, farò –
se non ha pazienza io non so cosa fare
denari per ora non ne ho.!
Andrò forse a Genova per le Villi e forse anche a Trieste – e a Brescia
Addio scusa è una lettera scritta in più volte e ci è poco nesso –
l’ho intestata a voi altri due e poi ho scritto sempre a te (Raffaello) e seguito così dunque
Un sacco di baci per me a Ramelde e dille che le voglio tanto bene ma tanto e non vedo l’ora di vederla
Saluta i tuoi e scusa un po’ Michele per l’opinione pubblica, bisogna considerare che è molto ragazzo –
addio di nuovo miei cari –
anche baci da Giacomo

Redazione e revisione:

  • Rossi Manuel, 2018/03/30

Bibliografia:

  • Giacomo Puccini Epistolario I 1877-1896, Biagi Ravenni Gabriella; Schickling Dieter, Firenze: Leo S. Olschki Editore, 2015, 687. , pp. 78-80. Lettera n. 101

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